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Porto l’intelligenza artificiale dentro il vostro lavoro. Poi vi lascio le chiavi.

Ogni settimana la vostra azienda paga delle ore per lavoro che non ha bisogno di essere fatto a mano. E ogni settimana rinuncia a cose che farebbe, se quelle ore ci fossero.

  • Dove il lavoro si ripete metto l’AI dentro il processo, e va avanti da sé.
  • Dove serve una persona le metto l’AI nelle mani, sul mestiere che fa già.

Scrivimi

La prima conversazione è gratuita e non impegna.

Da remoto in tutta Italia · in presenza in Lombardia

Cosa faccio

Se il lavoro è ripetitivo

Mettere l’AI dentro un processo

L’intelligenza artificiale entra dentro il processo e ne fa i passaggi che oggi qualcuno rifà a mano — inserimento dati, email ricorrenti, informazioni che passano da un programma all’altro. Dove serve ancora un occhio umano lo decidete voi: non tutto va tolto di mano alle persone. Alla consegna il vostro team sa dove mettere le mani e cosa è meglio non toccare.

Com’è fatta, dentro
  1. Arriva qualcosa da fuoriun’email con un ordine
  2. AILegge e capisce cos’è scrittoestrae articoli, quantità, riferimenti
  3. AIValuta i casi che non tornanoun articolo scritto in modo diverso dal solito
  4. VOILe vostre regole decidonosopra una certa cifra passa da una persona
  5. Finisce dove deve finireil gestionale
  6. AIScrive la rispostala conferma al cliente, con le vostre parole

I passaggi grandi sono sempre questi, qualunque sia il processo — in piccolo, un esempio fra tanti. Quanti ne occupa l’intelligenza artificiale cambia da processo a processo: qui sono tre, altrove uno solo, altrove quasi tutti. Quello che non cambia mai è dove passa la decisione: le regole e i punti in cui guarda una persona li scrivete voi, e il flusso li rispetta allo stesso modo ogni volta.

Parliamo del vostro processo

Se serve una persona

Mettere l’AI in mano alle persone

Qui l’AI non va dentro un processo: va nelle mani delle persone, e sono loro l’oggetto del lavoro. Si parte dai documenti e dalle attività che avete davvero — offerte da scrivere, email, informazioni da ritrovare fra i vostri file — e finisce quando le vostre persone usano l’AI da sole su quel lavoro lì, sapendo anche cosa non va dato in pasto a un modello.

Cosa resta in azienda
  • Formazione sul vostro lavoro vero — non un corso su ChatGPT: si lavora sui vostri documenti e sui vostri casi.
  • Gli strumenti giusti, scelti e attivati — quali servono davvero a voi, configurati e collegati a quello che già usate.
  • Istruzioni pronte per i casi ricorrenti — prompt e procedure documentate per le cose che rifate ogni settimana.
  • Regole d’uso e perimetro dei dati — cosa può uscire e cosa no, chi controlla cosa. Dal 2 febbraio 2025 l’articolo 4 dell’AI Act chiede un livello adeguato di competenza a chi usa l’AI al lavoro: questo è il pezzo che ve lo dà.

Parliamo delle vostre persone

Per chi lavoro

Quando ha senso chiamarmi

C’è un’attività che passa da un software — il gestionale, la posta, i fogli condivisi, un CRM — e qualcuno la rifà a mano tutte le settimane, come parte fissa del suo lavoro. E c’è una persona che quel processo lo conosce dall’interno e può seguirmi per qualche ora: senza di lei si costruisce qualcosa che sulla carta funziona e nella pratica no.

Quando invece non sono io la persona giusta

Se avete già in casa qualcuno che può farlo, fatelo in casa: vi costa meno, e ve lo dico io per primo.

Se cercate un fornitore che la tenga in mano al posto vostro per sempre, non sono io. Non perché sparisca alla consegna: per i cambiamenti grossi ci sono, e mi trovate. Ma l’obiettivo è che sulle cose ordinarie non restiate legati a me — sarebbe soltanto un’altra dipendenza al posto di quella che siamo venuti a togliere.

E se quello che vi serve è una licenza o un prodotto già pronto, ci sono fornitori più adatti di me.

Dove

Lavoro prevalentemente da remoto, e da remoto facciamo anche le due conversazioni che vengono prima della proposta: al telefono la prima, in videochiamata la seconda, senza spostamenti per nessuno dei due. Quando invece vedersi di persona è utile, vengo volentieri in azienda — alla consegna, al primo avvio per mostrarvela in funzione, e per la formazione, che dal vivo spesso rende di più. In Lombardia con facilità; per il resto d’Italia ne parliamo.

Situazioni tipiche

Quando l’AI lavora dentro un processo

  1. Dalle email agli ordini

    OggiGli ordini arrivano via email, scritti ognuno a modo suo. Qualcuno li ricopia a mano nel gestionale, uno per uno, e ogni tanto una quantità viene sbagliata.

    DopoL’automazione legge il messaggio, estrae articoli, quantità e riferimenti, li scrive nel gestionale e prepara la conferma per il cliente. Chi prima ricopiava, ora controlla e approva.

  2. Dai documenti ai dati

    OggiFatture, DDT e schede compilate arrivano in PDF e vanno riportate a sistema. Si controllano tutte per trovare le poche che non tornano.

    DopoL’automazione ne estrae i campi, li confronta con quello che è già a sistema e mette in evidenza solo i casi che non tornano. Il resto passa senza che nessuno lo tocchi.

  3. Due programmi che non si parlano

    OggiIl gestionale e il CRM — o il foglio condiviso, o il software di magazzino — non comunicano. Lo stesso dato si inserisce due volte, e quando le due versioni divergono nessuno se ne accorge finché non è un problema.

    DopoL’automazione fa da ponte: quello che viene inserito da una parte compare dall’altra, con le regole che decidete voi. Il doppio inserimento sparisce, e con lui gli errori di trascrizione.

Quando l’AI è in mano alle persone

  1. Chi scrive offerte e preventivi

    OggiOgni preventivo si rifà copiando pezzi da quelli vecchi. Un’ora buona a preventivo, e ogni tanto resta dentro una condizione del cliente precedente.

    DopoLa prima bozza esce in pochi minuti dalle vostre offerte passate e dal listino, e chi la firma la corregge invece di scriverla. Sa com’è fatta l’istruzione e può cambiarla.

  2. Chi deve leggere molto prima di decidere

    OggiUn capitolato di sessanta pagine va letto tutto solo per capire se vale la pena partecipare. A volte, finito di leggerlo, la risposta è no.

    DopoIn dieci minuti si ha il quadro — requisiti, scadenze, cosa manca — e si legge per intero solo quello che conta. Si arriva a valutarle tutte, non solo quelle che entravano nel tempo disponibile: la decisione resta della persona, ma su tutto invece che su una parte.

  3. Chi cerca informazioni sepolte nei documenti

    OggiLa risposta esiste, ma è dentro un contratto o una procedura che nessuno ricorda dove sia. Così si va a chiedere a «quello che sa dov’è», e si fermano in due invece di uno.

    DopoSi chiede a parole e si ottiene la risposta con il documento e il punto esatto da cui viene. Nessuno deve più andare a disturbare «quello che sa dov’è» — e la risposta si trova anche nei giorni in cui quella persona non c’è.

Quello che costruisco parte sempre dal vostro processo com’è davvero, non da un modello pronto: è il motivo per cui la prima cosa che facciamo è guardarlo insieme.

Il vostro caso non è tra questi? Raccontatelo

Cosa costa aspettare

Il conto, se volete rifarlo
  1. Un’ora al giornouna persona sola, una cosa sola
  2. Per i giorni che lavoratetolte ferie e festivi

200ore all’anno

Sono 25 giornate di lavoro piene, ogni anno, per una persona sola e un’attività sola. Rifatelo con i vostri numeri: quello che vi esce è il prezzo che state già pagando per lasciare le cose come stanno.

In soldi, a un costo aziendale prudente di 20 € l’ora — sotto il vero per quasi tutti — sono 4.000 € all’anno. Non è una cifra che vi restituisco io: è quella che spendete comunque, ogni anno, finché la cosa resta com’è.

E le ore sono la parte che si vede. Quella che costa di più non si vede: due persone formate in momenti diversi trattano lo stesso documento in modi diversi, e nessuna delle due sa chi ha ragione. Sono errori che non saltano fuori subito — vengono a galla mesi dopo, con un cliente o un fornitore, e a quel punto non si contano più in ore.

Nel 2019 la fattura elettronica sembrava un’assurdità: proroghe, lamentele, «non funzionerà mai». Oggi nessuno tornerebbe indietro. La differenza è che allora il momento l’ha scelto lo Stato — questa volta potete sceglierlo voi.

Nel 2025 l’uso dell’intelligenza artificiale è raddoppiato nelle imprese italiane. Ma non allo stesso modo per tutti: più l’azienda è piccola, più è rimasta ferma.

Imprese italiane che usano l’intelligenza artificiale, per dimensione2025
Imprese italiane con almeno 10 addetti che usano l’intelligenza artificiale nel 2025, per classe di addetti. Fonte Istat.
DimensioneQuota di imprese che usa l’AI
Piccole imprese (10-49 addetti)15,7%
Medie imprese (50-249 addetti)27,0%
Grandi imprese (250 addetti e oltre)53,1%

37punti

di distanza fra grandi imprese e PMI nel 2025. Erano circa 20 nel 2023 e 25 nel 2024: il divario non si sta chiudendo, si sta allargando.

E l’ostacolo principale non è il costo. Fra le imprese che hanno valutato un investimento in AI e poi non l’hanno fatto, il 58,6% indica come motivo la mancanza di competenze adeguate: sanno che servirebbe, non sanno chi lo farebbe funzionare. È una competenza che si può comprare una volta e tenersi, non un fornitore da tenere a libro paga.

Nel frattempo l’obbligo è già in vigore. Dal 2 febbraio 2025 l’articolo 4 dell’AI Act chiede a chiunque usi sistemi di intelligenza artificiale in ambito professionale — PMI comprese, anche solo come utilizzatori di strumenti altrui — di garantire al proprio personale un livello adeguato di competenza.

Chi comincia ora lo fa con calma, scegliendo cosa serve davvero. Chi aspetterà lo farà sotto pressione.

Cominciamo con calma

Fonti: Istat, Imprese e ICT — Anno 2025 (15 dicembre 2025); Regolamento UE 2024/1689, art. 4.

Come lavoro

  1. Parliamo di come lavorate

    prima una conversazione breve, per capire se c’è un caso e se siamo adatti l’uno all’altro. Se lo siamo, ci risentiamo per guardare il processo insieme a chi lo fa tutti i giorni: è da lì che esce la proposta, con il prezzo e i tempi del vostro caso

    prima conversazione: 20 minuti al telefono, gratuita

    analisi del processo: 45 minuti in videochiamata, gratuita

  2. Costruisco quello che serve

    l’AI dentro un vostro processo, costruita su misura per il caso che avete, oppure il percorso sulle vostre attività e i vostri documenti. Mai un prodotto standard

    processo: a partire da 3 settimane per il primo flusso

    persone: a partire da 4 settimane, due mezze giornate insieme

  3. Vi lascio autonomi

    non solo consegno, vi insegno a usarla e modificarla voi stessi

    mezza giornata di affiancamento, più la documentazione

I tempi indicati sono di riferimento. Quelli effettivi dipendono dal lavoro specifico e dalla disponibilità nel periodo di avvio, e vengono definiti nella proposta insieme al prezzo.

Chi sono

Ritratto di Sonny Gioachin

Per due anni ho aperto email. Centinaia: bolle, fatture, packing list, e ogni volta cercare a mano i valori giusti da riportare a sistema — un AS400 negli uffici di un’azienda di trasporti, un gestionale su misura nel magazzino di chi produce componentistica per velivoli. Due mestieri che non si somigliano in niente, e lo stesso lavoro rifatto a mano tutte le settimane. Ore tolte a cose che contavano molto di più — ed era solo il problema più visibile.

Le ore erano la parte che si vedeva. Il resto l’ho capito lì: le stesse pratiche trattate in due modi diversi da due persone diverse, e nessuna che sapesse quale fosse quello giusto. Da allora ho smesso di considerarlo normale.

Sono uno sviluppatore di software aziendale, e la consulenza informatica è il mestiere che faccio anche adesso, tutti i giorni. Ho capito cosa sanno fare davvero l’intelligenza artificiale e le automazioni quando ho iniziato a delegare loro il lavoro, tenendomi il controllo, l’orchestrazione e la revisione. È la stessa postura che voglio trasmettere.

Ho studiato economia e diritto prima dell’informatica. Quando c’è da capire cosa dice una norma su dati e intelligenza artificiale la leggo da solo, senza traduttore, e ve la riporto in parole vostre — poi, dove serve un parere legale, quello ve lo dà il vostro avvocato e non io. L’economia aziendale mi serve dall’altro lato del tavolo: per capire su quali numeri misurate se una cosa è valsa la pena.

Non sostituisco i sistemi che avete già: quasi sempre il problema non è il gestionale, è quello che succede intorno. E se il vostro problema si risolve configurando meglio quello che avete, ve lo dico e non vi mando una proposta.

Sonny Gioachin — Sviluppatore di software aziendale e consulente indipendente

Strumenti e dati

Non arrivo con gli strumenti già scelti. Quali servano si capisce dopo aver guardato come lavorate, non prima: chi ve li nomina al primo incontro sta vendendo quelli, non risolvendo il vostro problema. Spesso una parte ce l’avete già e va solo collegata meglio.

Sui dati la prima domanda è sempre la stessa: questa cosa può restare in casa vostra?

Dove si può, resta — sui vostri sistemi, nei vostri account, senza uscire. Dove serve un servizio esterno, perché farlo internamente costerebbe più di quanto valga, ve lo dico prima di costruire: quale servizio, quali informazioni lo attraversano, quali no, e per quanto tempo le conserva.

Non è una scelta tecnica, è una scelta vostra: io vi metto davanti le opzioni con il costo e il limite di ciascuna, e decidiamo insieme. Quello che decidiamo finisce per iscritto nella proposta, prima che firmiate qualcosa.

Investimento

Le prime due conversazioni sono gratuite e non impegnano: una breve per capirci, e una più lunga per guardare il processo insieme. La proposta scritta — quello che farei, quanto costa, in quanto tempo — arriva dopo la seconda, perché è solo a quel punto che il numero che vi do vale qualcosa.

La prima la prenotate voi, quando vi comoda.

Mettere l’AI dentro un processo

da 1.200 € + IVA

Dipende da quanti passaggi ha il processo e da quanti strumenti diversi deve toccare.

a partire da 3 settimane per il primo flusso

Mettere l’AI in mano alle persone

da 1.500 € + IVA

Dipende da quante persone coinvolge e da quanto lavoro c’è sui vostri documenti.

a partire da 4 settimane, due mezze giornate insieme

  • Sono cifre di partenza, non un listino. Il prezzo del vostro caso ve lo dico prima di cominciare, non dopo.
  • Si paga in due volte: metà all’avvio e metà alla consegna, così non anticipate tutto prima di aver visto il lavoro finito.
  • Gli strumenti sono a parte e restano vostri. Il motore dell’automazione, oppure gli abbonamenti AI delle persone che li useranno: dipende dal caso, lo vediamo insieme e finisce nella proposta prima di partire, non a lavoro finito.
  • Nessun canone verso di me e nessun vincolo di durata. Se dopo il primo intervento volete gestire tutto internamente, non è una perdita: è esattamente l’obiettivo.
  • Se qualcosa non va dopo la consegna, non sparisco. Le prime due settimane, un difetto vero si sistema senza costi. Dopo, per una modifica limitata c’è un forfait dichiarato prima — mai una tariffa oraria; per qualcosa di più grande, ne parliamo come di un nuovo progetto.

Domande frequenti

Serve che il nostro team sia tecnico?

No. Se sapete usare il gestionale e la posta elettronica, sapete usare quello che costruisco. La parte tecnica resta sotto il cofano: quello che vedete voi è un pulsante, una tabella che si riempie o un’email che arriva già scritta.

Che differenza c’è rispetto a comprare un software?

Un software vi dà quello che fa per tutti, e vi chiede di adattare il vostro modo di lavorare al suo. Qui si parte dal processo come è oggi, e quello che costruisco si appoggia agli strumenti che avete già invece di sostituirli. Se però esiste un prodotto che risolve il vostro problema meglio e a meno, ve lo dico. Con che cosa lo costruisco — uno strumento di automazione già pronto, oppure un pezzo di codice scritto apposta — è una decisione che prendo dopo aver visto cosa deve fare l’AI nel vostro processo, non una scelta fra due servizi diversi: a voi non cambia il prezzo, perché è dentro lo stesso progetto chiuso.

Quanto tempo dobbiamo metterci noi?

Poco, ma non zero. Servono le due conversazioni iniziali, gli accessi agli strumenti che già usate e qualche ora di una persona che conosce davvero il processo. Quella persona serve già alla seconda conversazione, e non è un dettaglio organizzativo: è lei che sa perché il martedì si fa un’eccezione, e senza di lei la proposta sarebbe scritta su come il processo dovrebbe funzionare invece che su come funziona.

Non ci basta abbonarci a ChatGPT?

L’abbonamento è il pezzo facile, e costa poco. Quello che manca dopo è sapere su cosa usarlo nel vostro mestiere, con quali istruzioni ottenere ogni volta lo stesso risultato, e soprattutto cosa non dargli in pasto. Senza quella parte l’abbonamento resta pagato e poco usato — succede spesso, ed è il motivo per cui questo percorso esiste.

I nostri dati dove finiscono?

Lo decidiamo prima di cominciare, non dopo. Dove è possibile quello che costruisco gira su strumenti che restano nel vostro perimetro; dove serve un servizio esterno ve lo dico in anticipo, con quali dati lo attraversano e per quanto tempo li conserva. Vale anche quando a usare l’AI sono le persone: stabilire cosa non esce da qui è parte del lavoro, non un allegato. Questa parte finisce per iscritto nella proposta, prima che firmiate qualcosa.

E se in futuro ci serve una modifica?

Non sparisco. Vi resta comunque la documentazione di come è fatta, e il vostro team sa dove intervenire — è il motivo per cui l’ultima fase è la formazione. Le prime due settimane dopo la consegna, se qualcosa non fa quello che avevamo concordato, lo sistemo senza costi: è la normale garanzia su un lavoro consegnato. Più avanti, se serve qualcosa che non riuscite a fare da soli, lo guardiamo insieme: una modifica limitata ha un piccolo costo fisso dichiarato prima, mai una tariffa oraria; un cambiamento grosso lo trattiamo come un nuovo progetto, con lo stesso metodo del primo. Per le cose ordinarie non dovete dipendere da me — e non dovreste dipendere da nessuno.

Perché adesso e non fra un anno?

Perché il costo di aspettare non è zero: le ore che ci mettete oggi le rimettete uguali ogni settimana da qui a quando decidete, e nel frattempo nessuno le conta. Detto questo, da parte mia non c’è nessuna scadenza e nessun prezzo che scade: se il momento giusto per voi è fra sei mesi, è fra sei mesi. L’unica cosa che cambia davvero col tempo è la calma: chi comincia adesso sceglie da dove partire, chi comincia quando è obbligato parte da dove capita — e un obbligo esiste già, l’articolo 4 dell’AI Act, in vigore dal 2 febbraio 2025.

Contatti

Se la vostra azienda perde tempo su un’attività ripetitiva e non sapete da dove cominciare con l’AI, parliamone.

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Legge e risponde una persona, non un sistema automatico. Rispondo entro due giorni lavorativi.