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Sonny GioachinIntelligenza artificiale e automazioni per le PMIScrivimi

Porto l’intelligenza artificiale dentro il vostro lavoro. Poi vi lascio le chiavi.

Dove il lavoro è ripetitivo, costruisco un’automazione che lo fa da sola. Dove invece serve una persona, metto quella persona in grado di usare l’AI sul mestiere che fa già. In tutti e due i casi ve ne andate sapendo farlo senza di me.

Scrivimi

La prima conversazione è gratuita e non impegna.

Cosa faccio

Se il lavoro è ripetitivo

Automatizzare un processo

L’attività che oggi qualcuno rifà a mano — inserimento dati, email ricorrenti, informazioni che passano da un programma all’altro — diventa un flusso che gira da solo. Dove serve ancora un occhio umano lo decidete voi: non tutto va tolto di mano alle persone. Alla consegna il vostro team sa dove mettere le mani e cosa è meglio non toccare.

Com’è fatta, dentro
  1. Arriva qualcosa da fuoriun’email con un ordine
  2. AILegge e capisce cos’è scrittoestrae articoli, quantità, riferimenti
  3. Le vostre regole decidonosopra una certa cifra passa da una persona
  4. Finisce dove deve finireil gestionale
  5. Parte una rispostala conferma al cliente

I passaggi grandi sono sempre questi, qualunque sia il processo — in piccolo, un esempio fra tanti. L’intelligenza artificiale occupa un passaggio solo: quello dove serve capire un testo scritto da una persona. Tutto il resto sono regole che decidete voi, e funzionano allo stesso modo ogni volta.

Se serve una persona

Mettere l’AI in mano alle persone

Qui non si automatizza niente: l’oggetto sono le persone. Si parte dai documenti e dalle attività che avete davvero — offerte da scrivere, email, informazioni da ritrovare fra i vostri file — e finisce quando le vostre persone usano l’AI da sole su quel lavoro lì, sapendo anche cosa non va dato in pasto a un modello.

  • Formazione sul vostro lavoro vero — non un corso su ChatGPT: si lavora sui vostri documenti e sui vostri casi.
  • Gli strumenti giusti, scelti e attivati — quali servono davvero a voi, configurati e collegati a quello che già usate.
  • Istruzioni pronte per i casi ricorrenti — prompt e procedure documentate per le cose che rifate ogni settimana.
  • Regole d’uso e perimetro dei dati — cosa può uscire e cosa no, chi controlla cosa. Dal 2 febbraio 2025 l’articolo 4 dell’AI Act chiede un livello adeguato di competenza a chi usa l’AI al lavoro: questo è il pezzo che ve lo dà.

Esempi

Quando automatizzo un processo

  1. Dalle email agli ordini

    OggiGli ordini arrivano via email, scritti ognuno a modo suo.

    DopoL’automazione legge il messaggio, estrae articoli, quantità e riferimenti, li scrive nel gestionale e prepara la conferma per il cliente. Chi prima ricopiava, ora controlla e approva.

  2. Dai documenti ai dati

    OggiFatture, DDT e schede compilate arrivano in PDF e vanno riportate a sistema.

    DopoL’automazione ne estrae i campi, li confronta con quello che è già a sistema e mette in evidenza solo i casi che non tornano. Il resto passa senza che nessuno lo tocchi.

  3. Due programmi che non si parlano

    OggiIl gestionale e il CRM — o il foglio condiviso, o il software di magazzino — non comunicano.

    DopoL’automazione fa da ponte: quello che viene inserito da una parte compare dall’altra, con le regole che decidete voi. Il doppio inserimento sparisce, e con lui gli errori di trascrizione.

Quando l’AI passa alle persone

  1. Chi scrive offerte e preventivi

    OggiOgni preventivo si rifà copiando pezzi da quelli vecchi.

    DopoLa prima bozza esce in pochi minuti dalle vostre offerte passate e dal listino, e chi la firma la corregge invece di scriverla. Sa com’è fatta l’istruzione e può cambiarla.

  2. Chi deve leggere molto prima di decidere

    OggiUn capitolato di sessanta pagine va letto tutto solo per capire se vale la pena partecipare.

    DopoIn dieci minuti si ha il quadro — requisiti, scadenze, cosa manca — e si legge per intero solo quello che conta. La decisione resta della persona.

  3. Chi cerca informazioni sepolte nei documenti

    OggiLa risposta esiste, ma è dentro un contratto o una procedura che nessuno ricorda dove sia.

    DopoSi chiede a parole e si ottiene la risposta con il documento e il punto esatto da cui viene. Nessuno deve più andare a disturbare «quello che sa dov’è».

Quello che costruisco parte sempre dal vostro processo com’è davvero, non da un modello pronto: è il motivo per cui la prima cosa che facciamo è guardarlo insieme.

Perché ora

Nel 2019 la fattura elettronica sembrava un’assurdità: proroghe, lamentele, «non funzionerà mai». Oggi nessuno tornerebbe indietro. La differenza è che allora il momento l’ha scelto lo Stato — questa volta potete sceglierlo voi.

Nel 2025 l’uso dell’intelligenza artificiale è raddoppiato nelle imprese italiane. Ma non allo stesso modo per tutti: più l’azienda è piccola, più è rimasta ferma.

Imprese italiane che usano l’intelligenza artificiale, per dimensione2025
Imprese italiane con almeno 10 addetti che usano l’intelligenza artificiale nel 2025, per classe di addetti. Fonte Istat.
DimensioneQuota di imprese che usa l’AI
Piccole imprese (10-49 addetti)15,7%
Medie imprese (50-249 addetti)27,0%
Grandi imprese (250 addetti e oltre)53,1%

37punti

di distanza fra grandi imprese e PMI nel 2025. Erano circa 20 nel 2023 e 25 nel 2024: il divario non si sta chiudendo, si sta allargando.

E l’ostacolo principale non è il costo. Fra le imprese che hanno valutato un investimento in AI e poi non l’hanno fatto, il 58,6% indica come motivo la mancanza di competenze adeguate: sanno che servirebbe, non sanno chi lo farebbe funzionare. È una competenza che si può comprare una volta e tenersi, non un fornitore da tenere a libro paga.

Nel frattempo l’obbligo è già in vigore. Dal 2 febbraio 2025 l’articolo 4 dell’AI Act chiede a chiunque usi sistemi di intelligenza artificiale in ambito professionale — PMI comprese, anche solo come utilizzatori di strumenti altrui — di garantire al proprio personale un livello adeguato di competenza.

Chi comincia ora lo fa con calma, scegliendo cosa serve davvero. Chi aspetterà lo farà sotto pressione.

Fonti: Istat, Imprese e ICT — Anno 2025 (15 dicembre 2025); Regolamento UE 2024/1689, art. 4.

Come lavoro

  1. Parliamo di come lavorate

    una prima conversazione gratuita per capire cosa vi ruba tempo e dove l’AI può servire davvero

    30-45 minuti, gratuita

  2. Costruisco quello che serve

    un’automazione su misura per il vostro caso, oppure il percorso sulle vostre attività e i vostri documenti. Mai un prodotto standard

    automazione: a partire da 3 settimane per il primo flusso

    persone: a partire da 4 settimane, due mezze giornate insieme

  3. Vi lascio autonomi

    non solo consegno, vi insegno a usarla e modificarla voi stessi

    mezza giornata di affiancamento, più la documentazione

Sono tempi di partenza: quello vero dipende da quanti lavori ho in corso quando cominciamo, e ve lo dico nella proposta insieme al prezzo.

Chi sono

Per due anni ho aperto email. Centinaia: bolle, fatture, packing list, e ogni volta cercare a mano i valori giusti da riportare a sistema — un AS400 in un’azienda di trasporti, un gestionale su misura nel magazzino di chi produce componenti per veicoli. Ore tolte ogni settimana a cose che contavano molto di più. Ed era solo il problema più visibile.

Quello più costoso era un altro: due colleghi, formati in momenti diversi, classificavano lo stesso documento in modi diversi, e nessuno dei due sapeva chi avesse ragione. Errori che non si vedono subito — saltano fuori mesi dopo, con un cliente o un fornitore, e a quel punto costano.

Ed era sempre la stessa storia. Ogni azienda in cui sono entrato era piena di software di altri: scatole chiuse, dove una modifica costava mesi o non si poteva fare. Così, invece di usarli per andare più veloci, ci costruivano intorno processi manuali per tappare quello che non si incastrava. Ma i processi dovrebbero essere disegnati sul vostro lavoro, non sui limiti di chi vi ha venduto il software.

Sono uno sviluppatore. Ho capito cosa sanno fare davvero l’intelligenza artificiale e le automazioni quando ho iniziato a delegare loro il lavoro, tenendomi il controllo, l’orchestrazione e la revisione. È la stessa postura che voglio trasmettere.

Ho studiato economia e diritto prima dell’informatica. Non sono un avvocato, ma quando c’è da capire cosa dice una norma su dati e intelligenza artificiale non mi serve un traduttore. E l’economia aziendale mi serve dall’altro lato del tavolo: per capire su quali numeri misurate se una cosa è valsa la pena.

Non sostituisco i sistemi che avete già: quasi sempre il problema non è il gestionale, è quello che succede intorno. Non vendo licenze e non vendo scatole chiuse — per quelle ci sono fornitori più adatti di me. E se il vostro problema si risolve configurando meglio quello che avete, ve lo dico e non vi mando una proposta.

Sonny Gioachin — Consulente indipendente

Strumenti e dati

Non arrivo con gli strumenti già scelti. Quali servano si capisce dopo aver guardato come lavorate, non prima: chi ve li nomina al primo incontro sta vendendo quelli, non risolvendo il vostro problema. Spesso una parte ce l’avete già e va solo collegata meglio.

Sui dati la prima domanda è sempre la stessa: questa cosa può restare in casa vostra? Dove si può, resta — sui vostri sistemi, nei vostri account, senza uscire. Dove serve un servizio esterno, perché farlo internamente costerebbe più di quanto valga, ve lo dico prima di costruire: quale servizio, quali informazioni lo attraversano, quali no, e per quanto tempo le conserva.

Non è una scelta tecnica, è una scelta vostra: io vi metto davanti le opzioni con il costo e il limite di ciascuna, e decidiamo insieme. Quello che decidiamo finisce per iscritto nella proposta, prima che firmiate qualcosa.

Investimento

La prima conversazione è gratuita e non impegna. Da lì vi mando una proposta scritta, con quello che farei, quanto costa e in quanto tempo.

Automatizzare un processo parte da 1.200 € + IVA, e dipende da quanti passaggi ha il processo e da quanti strumenti diversi deve toccare.

Il percorso sulle persone parte da 1.500 € + IVA, e dipende da quante persone coinvolge e da quanto lavoro c’è sui vostri documenti.

Sono cifre di partenza, non un listino: il prezzo del vostro caso ve lo dico prima di cominciare, non dopo.

Si paga in due volte: metà all’avvio e metà alla consegna, così non anticipate tutto prima di aver visto il lavoro finito.

A parte ci sono gli strumenti su cui gira quello che costruiamo — il motore dell’automazione, oppure gli abbonamenti AI delle persone che li useranno. Dipende dal caso: lo vediamo insieme e finisce nella proposta, prima di partire e non a lavoro finito.

Nessun canone obbligatorio verso di me e nessun vincolo di durata. Se dopo il primo intervento volete gestire tutto internamente, non è una perdita: è esattamente l’obiettivo.

Domande frequenti

I nostri dati dove finiscono?

Lo decidiamo prima di cominciare, non dopo. Dove è possibile quello che costruisco gira su strumenti che restano nel vostro perimetro; dove serve un servizio esterno ve lo dico in anticipo, con quali dati lo attraversano e per quanto tempo li conserva. Vale anche quando a usare l’AI sono le persone: stabilire cosa non esce da qui è parte del lavoro, non un allegato. Questa parte finisce per iscritto nella proposta, prima che firmiate qualcosa.

Serve che il nostro team sia tecnico?

No. Se sapete usare il gestionale e la posta elettronica, sapete usare quello che costruisco. La parte tecnica resta sotto il cofano: quello che vedete voi è un pulsante, una tabella che si riempie o un’email che arriva già scritta.

Non ci basta abbonarci a ChatGPT?

L’abbonamento è il pezzo facile, e costa poco. Quello che manca dopo è sapere su cosa usarlo nel vostro mestiere, con quali istruzioni ottenere ogni volta lo stesso risultato, e soprattutto cosa non dargli in pasto. Senza quella parte l’abbonamento resta pagato e poco usato — succede spesso, ed è il motivo per cui questo percorso esiste.

Quanto tempo dobbiamo metterci noi?

Poco, ma non zero. Servono la conversazione iniziale, gli accessi agli strumenti che già usate e qualche ora di una persona che conosce davvero il processo. Senza quella persona non viene fuori niente di utile: è lei che sa perché il martedì si fa un’eccezione.

E se in futuro ci serve una modifica?

È il motivo per cui l’ultima fase è la formazione. Vi resta la documentazione di come è fatta, e il vostro team sa dove intervenire. Per un cambiamento grosso ci sono, ma per le piccole cose non dovete dipendere da me — e non dovreste dipendere da nessuno.

Che differenza c’è rispetto a comprare un software?

Un software vi dà quello che fa per tutti, e vi chiede di adattare il vostro modo di lavorare al suo. Qui si parte dal processo come è oggi, e spesso l’automazione si appoggia agli strumenti che avete già invece di sostituirli. Se però esiste un prodotto che risolve il vostro problema meglio e a meno, ve lo dico.

Contatti

Se la vostra azienda perde tempo su un’attività ripetitiva e non sapete da dove cominciare con l’AI, scrivetemi qui sotto — oppure trovatemi su LinkedIn.

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Legge e risponde una persona, non un sistema automatico. Rispondo entro due giorni lavorativi.